Project Manager
Carlotta Elena Cavalleri
12.07.2026
7 min

Il framework in 5 step per progettare Claude Skill migliori

Il metodo in 5 step per progettare una Claude Skill prima di aprire la skill-creator: ambito, entità, processo, dettaglio tecnico. Con esempio reale.

Il framework in 5 step per progettare Claude Skill migliori

La prima volta che ho usato la skill-creator ho gestito la fase di progettazione in modo superficiale.

Risultato?  Ore di rework su una skill già produttiva.

Per questo ho elaborato un metodo in cinque, semplici step per progettare e disegnare Skill Claude meglio performanti da subito.

In questo post ti mostro il framework calato su una Skill che ho costruito per il mapping degli stakeholder di progetto.

Il framework in 5 step serve a produrre un semi-lavorato strutturato da fornire in input alla meta skill di Claude, la skill-creator.

I cinque step sono:

  • definire il macro-ambito
  • rappresentare le entità e le relazioni
  • disegnare il processo funzionale
  • arricchirlo con il dettaglio tecnico
  • e infine lasciare la costruzione alla skill-creator.

È un complemento operativo alla fase "Before you start" della guida ufficiale di Anthropic.

1. Perché progettare una skill prima di aprire la skill-creator di Claude?

Perché la skill-creator è uno strumento esecutivo, non strategico.

Sa costruire bene, ma se le diamo un brief vago produce una skill vaga.

Progettare prima significa darle un input chiaro, e realizzare una skill meglio performante già dalle prime run.

Anthropic stessa, nella guida ufficiale, identifica una fase "Before you start" in cui si definiscono casi d'uso, criteri di successo, deliverable e architettura.

Il framework in 5 step è il complemento operativo a quella fase, nel punto in cui la guida resta ad alto livello e a noi serve qualcosa di più concreto.

2. Quali sono i vantaggi del framework di progettazione delle skill AI?

I benefici che ho sperimentato direttamente dall'adozione di questo metodo sono tre:

  • si riducono le iterazioni: un input strutturato produce un output più preciso alla prima run
  • si scoprono i buchi di analisi mentre costano poco, perché trovare una contraddizione su carta è molto più economico che trovarla in fase di testing o successive
  • si ottiene una skill più manutenibile, evitando scope creep silenzioso, loop infiniti in testing per casistiche non mappate, e comportamenti inconsistenti tra sessioni per ambiguità non risolte

3. Quali sono gli step per disegnare una Skill Claude come un professionista?

I cinque step portano da un'idea a un semi-lavorato pronto per la skill-creator, definendo in sequenza ambito, entità, processo, dettaglio tecnico e consegna.

Il primo step consiste nella definizione del macro-ambito.

Cosa è dentro e cosa è fuori dalla v1?

Si definisce il tipo di skill, gli use case, e i criteri di successo.

Con il secondo step, si disegnano le entità e relazioni del modello.

Con quali oggetti lavoriamo e come si relazionano?

Il risultato è la definizione di vocabolario della skill, modelli, criteri di qualità.

Il terzo step è la rappresentazione del processo funzionale.

Cosa fa la skill, in che ordine e chi fa cosa?

Si produce il diagramma di flusso con step, decision point e loop.

Il quarto step prevede l'integrazione del dettaglio tecnico.

Come avviene ogni scambio di messaggi?

Vengono mappati i canali di input e output per ogni step di processo.

Infine, con il quinto step si procede all'ingaggio di skill-creator.

Come si costruisce?

La meta skill produce per noi il file SKILL.md e file di reference, generati a partire dall'input.

4. Step 1: Come si definisce il macro-ambito della Skill Claude?

Definire il macro-ambito significa congelare il perimetro della v1, dicendo esplicitamente cosa è dentro e cosa è fuori.

Tre domande da chiudere prima di andare avanti:

  • la skill è standalone o MCP? Una standalone funziona in autonomia, una MCP si integra con strumenti terzi via connettori.
  • che tipo di use case copre, tra Document & Asset Creation (produce un deliverable), Workflow Automation (gestisce un processo multi-step con logica condizionale e Human in the Loop) e MCP Enhancement (potenzia una connessione esterna)
  • quali sono i criteri di successo, distinguendo quelli quantitativi da quelli qualitativi, perché determinano come testeremo la skill

Per la Skill che ho realizzato (Registro Stakeholder) ho scelto:

  • skill standalone (nessuna integrazione terza nella v1, le integrazioni MCP sono nel backlog della v2)
  • un caso ibrido tra Document & Asset Creation e Workflow Automation (produce un file .xlsx attraverso un processo a cinque fasi)
  • e criteri sia quantitativi sia qualitativi.

Un esempio di criterio quantitativo: il trigger deve scattare nel 70% o più dei casi rilevanti (ho usato il 70% e non il 90% perché per una skill nuova, senza dati storici, il 90% sarebbe stato irrealistico).

Un esempio di criterio qualitativo: l'utente non deve dover chiedere a Claude cosa fare tra uno step e l'altro, ogni passaggio deve essere autoesplicativo.

5. Step 2: Come si rappresentano le entità e le relazioni della Skill AI?

Prima di disegnare il processo, conviene capire con quali oggetti lavoriamo, chi sono gli attori e come si relazionano.

In questo modo definiamo il vocabolario della skill prima di scrivere le istruzioni.

Il beneficio pratico è che le istruzioni alla skill-creator diventano più precise, più corte e più facili da verificare, perché ogni termine chiave è già definito.

Per la Skill Registro Stakeholder ho definito:

  • come attori di processo l'Utente (un BA o un PM su un progetto di digital transformation enterprise) e la Skill stessa
  • come oggetti informativi lo Stakeholder, l'Azienda (classificata in 13 tipologie), il Registro (il file .xlsx, deliverable finale), il Messaggio, i Modelli di riferimento e i Criteri di Qualità

I Modelli meritano attenzione. Ne ho definiti tre:

  • il Modello Ruolo
  • il Modello Livello di Coinvolgimento (i cinque livelli: Inconsapevole, Resistente, Neutrale, Supportivo, Guida)
  • e il Modello Step di Processo (che classifica le fasi come obbligatorie o facoltative, bloccanti o non bloccanti, automatiche o con Human in the Loop).

I Criteri di Qualità sono i 16 standard contro cui si valida il registro (8 criteri A sulla singola riga, 8 criteri B sull'intero registro), e ogni criterio ha una tipologia di verifica:

  • programmatica (eseguita da uno script Python)
  • linguistica (eseguita dal modello)
  • o mista

Due esempi: il criterio A6 della Skill Registro Stakeholder valuta la coerenza tra job title e ruolo di progetto (un "Junior IT Security Analyst" non può essere Executive Sponsor) ed è un giudizio linguistico.

Il criterio B5 valuta la distribuzione dei livelli di coinvolgimento (se il 95% o più è "Supportivo" o "Guida" con zero "Resistente" scatta un red flag) ed è una soglia numerica verificata dallo script.

Sulle relazioni: ogni Stakeholder appartiene a una sola Azienda, e ha esattamente un Ruolo, estratto dal Modello Ruolo in modo coerente con la tipologia della sua Azienda.

6. Step 3: Come si disegna il processo funzionale di una Skill AI?

Disegnare il processo significa definire cosa fa la skill, in che ordine e chi fa cosa.

In questa fase, si traduce l'idea in una sequenza di passi verificabili con decision point e loop espliciti, non in linguaggio vago.

Un processo disegnato prima di costruire permette di trovare i buchi di analisi mentre costano ancora poco: dove c'è un decision split senza path negativo, dove un loop potrebbe non convergere, dove diamo per scontato un comportamento dell'utente.

Per la Skill Registro Stakeholder il processo ha cinque fasi:

  • Ingest (l'utente fornisce i materiali di kickoff)
  • Estrazione (la skill estrae i candidati stakeholder e li mappa sulla tassonomia)
  • Validazione delle classificazioni dubbie (con domande a scelta multipla in batch di massimo quattro)
  • Draft del registro (genera il file .xlsx con le celle da confermare evidenziate)
  • e Analisi macro e consolidamento (rilegge il registro aggiornato, applica i 16 criteri e gestisce il loop di correzione)

Quel loop di correzione è il decision point critico.

Se la skill rileva la violazione di un criterio bloccante non va avanti, chiede all'utente di correggere e riesamina.

Ho mappato sette red flag bloccanti:

🚩 ID duplicati nel registro
🚩 Manca l'Executive Sponsor o il Business Owner
🚩 L'Azienda Committente non è mappata
🚩 La distribuzione dei livelli di coinvolgimento è irrealistica
🚩 Più del 30% degli stakeholder sono aggregati anonimi
🚩 Incoerenza relazionale tra ruoli e aziende
🚩 Più del 20% dei campi obbligatori è vuoto o con valore TBD

La scelta di fermare il processo è deliberata: un registro che viola questi criteri non è azionabile.

7. Step 4: Come si arricchisce il disegno della Skill AI con il dettaglio tecnico?

In questo step definiamo il "come".

Per ogni scambio comunicativo tra utente e skill, attraverso quale canale passa fisicamente il messaggio di input e di output.

Per la Skill Registro Stakeholder, i canali di input dell'utente sono:

  • testo libero in chat
  • file allegati (xlsx, docx, pdf, csv)
  • immagini incollate
  • risposte alle domande a scelta multipla
  • e modifiche esterne al file nel workspace segnalate in chat.

I canali di output della skill sono:

  • testo strutturato in chat
  • domande a scelta multipla con l'interfaccia AskUserQuestion
  • la task list visibile che mostra l'avanzamento
  • e il file .xlsx con link diretto.

Per ogni step si definisce quale combinazione di canali è attiva, perché non tutti sono disponibili ovunque.

Questa mappatura è ciò che, in fase di costruzione, diventa la parte tecnica del SKILL.md: quali strumenti usare, quando e con quale logica.

8. Step 5: Utilizzare la skill-creator di Claude

A questo punto hai in mano il macro-ambito, le entità e le relazioni, il processo funzionale e il dettaglio tecnico.

Questo è il semi-lavorato da fornire come input alla skill-creator.

La skill-creator usa questo materiale per aiutarti a scrivere il file SKILL.md, a fare l'inventario dei file di reference necessari e a scriverli se non li hai già.

9. Domande frequenti

a) Perché non usare direttamente la skill-creator di Claude?


Perché la skill-creator è uno strumento esecutivo, non strategico: costruisce bene ma ha bisogno che tu sappia già cosa vuoi costruire. Con un brief vago produce una skill vaga. Il framework serve a consegnarle un input strutturato, riducendo iterazioni e rework.

b) Quali sono i 5 step del framework di disegno di una Skill Claude?


Definire il macro-ambito, rappresentare le entità e le relazioni, disegnare il processo funzionale, arricchire il disegno con il dettaglio tecnico, e lasciare la costruzione alla skill-creator.

c) Conviene partire da una skill standalone o MCP?


Per la prima versione conviene quasi sempre una skill standalone, perché permette di concentrarsi sulla logica di processo e sulla chiarezza delle istruzioni senza gestire anche la complessità delle integrazioni esterne.

d) Cos'è un red flag bloccante in una Skill AI?


È la violazione di un criterio di qualità così grave da fermare il processo: la skill non produce il deliverable finale finché l'utente non corregge. Nel Registro Stakeholder ne ho mappati sette, tra cui la mancanza dell'Executive Sponsor o la presenza di ID duplicati.

e) Quanto tempo richiede applicare il framework di progettazione delle Skill Claude?


Richiede un investimento in fase di progettazione, ma non serve a costruire più in fretta: serve a costruire meglio, con molto meno rework successivo. Il tempo speso a disegnare si recupera in fase di testing.

11. Prossime tappe del Consulente Aumentato

Su Augmented Consultant condivido il mio metodo di skill engineering da consulente funzionale, con framework, demo e tutorial applicabili da subito, senza coding.

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Fonti

Anthropic, guida allo skill building

Carlotta Elena Cavalleri
Project Manager e consulente
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