L'AI agentica espande il mercato della consulenza. I 3 obiettivi strategici su cui puntare il reskilling: AI Fluency, orchestrare agenti, vendere valore.

La mia prima reazione all'AI è stata di chiusura totale: la vedevo come una minaccia diretta al mio lavoro.
Poi un'analisi di mercato ha ribaltato la mia prospettiva, rivoluzionando il mio approccio all'AI che è diventato proattivo e strategico.
La buona notizia che probabilmente non ti aspetti, è che l'AI sta facendo complessivamente crescere il mercato dei Professional Services.
Questa è un'opportunità potenziale per chi fa il nostro mestiere.
Per restare rilevanti ed evolvere la nostra professionalità nell'era dell'AI agentica, come consulenti possiamo concentrare il reskilling su tre obiettivi strategici:
Secondo un'analisi di Boston Consulting Group del febbraio 2026, nonostante l'automazione introdotta dai sistemi agentici riduca la domanda per alcune attività tradizionali.
L'effetto netto previsto è un'espansione del mercato dei Servizi Professionali nel breve e medio periodo.
Secondo BCG, il trend positivo riguarda i servizi di Advisory, Infrastructure e Application Services, Technology Consulting, e Business Process Management.
Si stima che l'AI agentica sblocchi fino a 200 miliardi di dollari di nuovo valore netto per i fornitori di servizi tecnologici nei prossimi cinque anni.
Allora la domanda giusta non è "sopravvivremo?", ma "come ci posizioniamo per cogliere questa opportunità?". Per rispondere, partiamo dalla comprensione di tre fenomeni:
Aziende come Accenture, Deloitte, EY, McKinsey, KPMG e PwC stanno attuando una transizione strategica con azioni già concrete, riassumibili in tre tipi di iniziativa.
L'inversione della piramide è il passaggio da team con molti junior coordinati da pochi senior a team più snelli e senior-heavy, in cui l'AI gestisce il lavoro di routine e il giudizio umano resta critico per i problemi complessi.
Per immaginare la direzione, possiamo guardare alle startup "AI-native", che raggiungono ricavi per dipendente elevatissimi con team estremamente snelli.
Il minimo comune denominatore dei nuovi ruoli è una visione del consulente come "proprietario di prodotti agentici" o "foreman" (caposquadra) che orchestra e supervisiona sistemi di AI.
Stanno emergendo ruoli senior di orchestrazione e supervisione degli agenti.
Per i Senior Specialized Consultant, oltre ai ruoli di Product Owner e Product Engineer di soluzioni agentiche, emergono in particolare:
Cambiano anche le aspettative verso i junior.
Alla luce di questi trend, i tre obiettivi su cui concentrare il reskilling sono sviluppare AI Fluency, imparare a lavorare come AI Agent Boss, e imparare a vendere in modalità outcome-based.
Per sviluppo di AI Fluency, si intende:
Per la capacità di lavorare come AI Agent Boss, si intende:
Per l'abilità di vendita dei servizi in modalità outcome-based, si intende:
Sembra che l'immediato futuro in ambito Consulting appartenga al "Consulente Aumentato":
Il primo passo concreto è il più accessibile dei tre obiettivi: costruire AI Fluency lavorando sui propri processi reali, anche in modalità no code.
È esattamente il percorso che sto documentando su Augmented Consultant.
Uno degli strumenti più diretti per iniziare sono le Claude Skill, che permettono di automatizzare processi di consulenza partendo dal nostro metodo: ne parlo nel prossimo articolo di questo percorso, che trovi qui.
Secondo l'analisi BCG di febbraio 2026, l'effetto netto previsto è un'espansione del mercato dei Servizi Professionali nel breve e medio periodo.
Fino a 200 miliardi di dollari di nuovo valore per i fornitori di servizi tecnologici in cinque anni.
Alcune attività di routine si automatizzano, ma la domanda complessiva cresce.
Sviluppare AI Fluency (padronanza fluente dell'AI), imparare a lavorare come AI Agent Boss (orchestrare più agenti AI) e spostare il focus dal tempo ai risultati (contratti outcome-based invece di time & material).
È il passaggio da team con molti junior coordinati da pochi senior a team più snelli e senior-heavy, in cui l'AI gestisce il lavoro di routine e il giudizio umano resta centrale per i problemi complessi e ambigui.
È un professionista senior che non gestisce un singolo strumento ma dirige più agenti AI contemporaneamente, come un project manager con un team distribuito, occupandosi di orchestrazione, supervisione e validazione del lavoro prodotto.
No. Il punto di partenza, l'AI Fluency, si costruisce lavorando sui propri processi reali senza scrivere codice. Le competenze di dominio del consulente funzionale restano un vantaggio, non un limite.
Anche io sto lavorando in linea con questi obiettivi, per costruire nuove competenze consulenziali con l'AI al centro.
Su Augmented Consultant ti mostro come lo sto facendo, condividendo risorse pratiche come demo, tutorial e framework.
Se ti interessa, iscriviti al canale YouTube per non perdere la prossima tappa del percorso.
Fonti